Perché molti imprenditori odiano la formazione obbligatoria (e hanno ragione)
- Giancarlo D'Andrea

- 3 giorni fa
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Di Giancarlo D'Andrea – Direttore 626 School
Diciamolo apertamente

Molti imprenditori odiano la formazione obbligatoria.
E, per certi aspetti, hanno ragione.
È una frase che può sembrare provocatoria, soprattutto se pronunciata da chi, come noi di 626 School, si occupa di formazione e consulenza da oltre vent'anni.
Eppure è una realtà che ogni giorno ascoltiamo direttamente nelle aziende della Sardegna.
Dal piccolo bar di quartiere al ristorante sul mare.Dalla microimpresa artigiana alla PMI alimentare.
Le frasi sono quasi sempre le stesse:
"Ancora un corso?"
"Sempre le stesse cose."
"Perdo una giornata di lavoro."
"Alla fine conta solo l'attestato."
"Dopo una settimana nessuno ricorda più nulla."
Se queste parole ti suonano familiari, sappi che non sei l'unico.
Il problema non è l'imprenditore
Spesso si pensa che il datore di lavoro sia poco sensibile alla sicurezza, alla qualità o alla formazione.
La verità è diversa.
La maggior parte degli imprenditori vuole fare bene il proprio lavoro.
Vuole evitare sanzioni.Vuole proteggere i collaboratori.Vuole offrire un servizio migliore ai clienti.
Il problema nasce quando la formazione viene percepita come un obbligo burocratico anziché come uno strumento utile.
Quando accade questo, il corso diventa soltanto un'altra casella da spuntare.
Il grande equivoco della formazione obbligatoria
Negli ultimi anni molte aziende hanno vissuto esperienze poco entusiasmanti.
Ore di teoria.
Slide interminabili.
Norme lette parola per parola.
Docenti che parlano senza coinvolgere.
Partecipanti che aspettano soltanto la fine della giornata.
Risultato?
L'attestato viene archiviato.
Le informazioni vengono dimenticate.
L'azienda non cambia.
Il comportamento delle persone non migliora.
E l'imprenditore conclude:
"La formazione non serve."
Ma è davvero così?
Nessuno odia imparare
Facciamo una riflessione.
Gli imprenditori imparano continuamente.
Imparano a vendere.
Imparano a gestire i clienti.
Imparano a utilizzare nuove tecnologie.
Imparano a gestire il personale.
Imparano a risolvere problemi ogni giorno.
Se così non fosse, nessuna impresa riuscirebbe a sopravvivere.
Quindi il problema non è imparare.
Il problema è partecipare a percorsi formativi che non producono risultati concreti.
Quando la teoria non incontra la realtà
Pensiamo a un ristoratore di Cagliari.
Durante il servizio deve gestire:
clienti;
fornitori;
personale;
allergeni;
recensioni online;
costi;
controlli ASL;
controlli NAS;
sicurezza sul lavoro.
Quando entra in aula non vuole ascoltare teoria astratta.
Vuole sapere:
cosa fare domani mattina;
quali errori evitare;
come proteggere la propria attività;
come risparmiare tempo;
come ridurre rischi e sanzioni.
Lo stesso vale per artigiani, commercianti, professionisti e titolari di PMI.
La vera domanda che si pone ogni imprenditore
Anche se raramente la esprime apertamente, ogni imprenditore si chiede:
"Questa formazione mi aiuterà davvero a gestire meglio la mia azienda?"
Quando la risposta è no, nasce il rifiuto.
Quando la risposta è sì, nasce l'interesse.
La differenza è enorme.
Il costo nascosto della cattiva formazione
Una formazione inefficace non costa soltanto il prezzo del corso.
Costa:
ore di lavoro perse;
produttività ridotta;
motivazione che diminuisce;
sfiducia verso la formazione futura;
mancata applicazione delle procedure;
Per questo molti imprenditori sviluppano una naturale diffidenza.
Non perché siano contrari alla crescita.
Ma perché hanno già vissuto esperienze deludenti.
Cosa cercano oggi le PMI della Sardegna
Le imprese stanno cambiando.
Anche in Sardegna.
Le aziende cercano percorsi più pratici.
Più brevi.
Più coinvolgenti.
Più orientati ai risultati.
Non vogliono accumulare attestati.
Vogliono acquisire competenze.
Non vogliono ascoltare problemi.
Vogliono trovare soluzioni.
Non vogliono teoria.
Forse il problema non è la formazione
Arriviamo al punto.
Forse il problema non è la formazione.
Forse il problema è il modo in cui viene fatta.
Per anni il mercato ha identificato la formazione con un semplice obbligo normativo.
Ma le imprese hanno bisogno di qualcosa di diverso.
Hanno bisogno di confrontarsi.
Di fare domande.
Di analizzare casi reali.
Di condividere esperienze.
Di trovare risposte concrete ai problemi che affrontano ogni giorno.
Hanno bisogno di percorsi che aiutino davvero a crescere.
Una nuova idea sta prendendo forma
Negli ultimi anni, in molti settori, sta emergendo un modello diverso.
Più pratico.
Più dinamico.
Più vicino alle esigenze reali degli imprenditori.
Un modello che non nasce per consegnare un attestato.
Nasce per trasferire competenze.
Per creare confronto.
Per generare valore.
Ne parleremo nel prossimo articolo di questa serie.
Perché forse è arrivato il momento di ripensare completamente il concetto stesso di formazione per imprenditori.
E forse la domanda giusta non è:
"Devo fare un corso?"
Ma piuttosto:
Hai mai partecipato a un corso che ti ha lasciato la sensazione di aver perso tempo?
Raccontaci la tua esperienza.
Nei prossimi articoli parleremo di un modello formativo diverso, pensato per imprenditori, titolari d'azienda e datori di lavoro che vogliono risultati concreti e immediatamente applicabili nella propria attività.




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