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Il sistema anticaduta ha fermato la caduta. Ma adesso chi recupera il lavoratore?

6 giorni fa
Tempo di lettura: 6 min

Lavori in quota, DPI anticaduta e gestione delle emergenze: il rischio che molte imprese scoprono soltanto quando è troppo tardi.


recupero di un lavoratore


Sono le 10:35 di una normale mattina di lavoro.

Una squadra di manutentori sta intervenendo sulla copertura di un capannone industriale nel Cagliaritano.

Un lavoratore perde l'equilibrio.

Scivola.

Cade oltre il bordo.

Il sistema anticaduta interviene e arresta la caduta.

L'imbracatura ha svolto la sua funzione. Il lavoratore non ha raggiunto il suolo.

I colleghi tirano un sospiro di sollievo.

Ma il lavoratore è ancora lì.

Sospeso nel vuoto.

E adesso?

Chi lo recupera? Con quali attrezzature? Seguendo quale procedura? Quanto tempo occorrerà per riportarlo in una posizione sicura?

È uno scenario ipotetico, ma pone una questione fondamentale per ogni impresa che effettua lavori in quota.

Arrestare una caduta non significa aver concluso l'emergenza.

Quando il sistema anticaduta funziona, può iniziare una seconda emergenza

Un sistema individuale di protezione contro le cadute dall'alto può arrestare una caduta, se correttamente progettato, selezionato, installato e utilizzato.

Ma dopo l'arresto il lavoratore potrebbe rimanere sospeso nell'imbracatura, impossibilitato a raggiungere autonomamente una posizione sicura.

Questa condizione richiede particolare attenzione.

La sospensione prolungata può comportare gravi conseguenze per la salute, soprattutto quando il lavoratore è immobile o privo di conoscenza.

Il rischio viene spesso indicato come sindrome da sospensione o trauma da sospensione.

Non esiste un tempo universalmente sicuro durante il quale una persona possa rimanere sospesa senza conseguenze.

Per questo il recupero deve essere pianificato e attivato tempestivamente.

Il vero problema non è soltanto impedire che il lavoratore raggiunga il suolo. È sapere come metterlo in salvo dopo l'arresto della caduta.

Il piano di recupero: una domanda che ogni Datore di Lavoro dovrebbe farsi

Immaginiamo una piccola impresa che installa impianti fotovoltaici, effettua manutenzioni sulle coperture o interviene su strutture industriali.

I lavoratori dispongono di imbracature, cordini e altri dispositivi.

Hanno ricevuto la formazione prevista.

Ma prima di iniziare l'attività qualcuno ha verificato come recuperare una persona rimasta sospesa?

Esiste una procedura di emergenza adatta a quella copertura?

Le attrezzature necessarie sono disponibili?

Le persone incaricate conoscono i propri compiti?

I soccorsi esterni possono raggiungere agevolmente il luogo dell'intervento?

Queste verifiche devono essere effettuate prima di esporsi al rischio.

Non quando l'emergenza è già in corso.

Chiamare il 112 è fondamentale. Ma può non essere sufficiente come unica misura pianificata

In caso di incidente grave è essenziale attivare immediatamente i soccorsi, fornendo informazioni precise sul luogo, sulle condizioni della persona e sulle difficoltà di accesso.

Tuttavia, affidare tutta la gestione dell'emergenza esclusivamente all'arrivo dei soccorritori può non essere adeguato.

La valutazione dei rischi deve considerare anche i tempi di intervento, le caratteristiche del luogo e le possibilità di recupero.

Pensiamo a una copertura industriale, a una struttura sopraelevata o a un impianto difficilmente accessibile.

Il personale non deve improvvisare manovre pericolose.

Deve sapere quali azioni sono previste dalla procedura e quali attività possono essere svolte soltanto da persone adeguatamente preparate, con attrezzature idonee.

Una seconda persona che si espone al rischio senza preparazione può trasformare un incidente in un'emergenza ancora più grave.

Cosa prevede la normativa sui lavori in quota?

Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce obblighi precisi per la prevenzione dei rischi di caduta dall'alto.

L'articolo 107 definisce il lavoro in quota come un'attività che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a due metri rispetto a un piano stabile.

L'articolo 111 disciplina gli obblighi del Datore di Lavoro nell'uso delle attrezzature per lavori in quota e attribuisce priorità alle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali.

L'articolo 115 disciplina i sistemi di protezione individuale contro le cadute dall'alto.

Gli articoli 43 e 45, insieme alle altre disposizioni applicabili, assumono rilievo per l'organizzazione delle emergenze e del primo soccorso.

In determinate attività, come quelle svolte mediante sistemi di accesso e posizionamento con funi, la normativa prevede inoltre specifiche disposizioni per le procedure di emergenza e il recupero.

Il punto essenziale è questo:

La scelta di un sistema anticaduta deve essere accompagnata dalla valutazione delle condizioni operative e delle possibili emergenze.

Il lavoratore ha l'attestato. Ma è preparato ad affrontare una situazione reale?

La formazione è indispensabile.

Ma conoscere teoricamente un rischio non equivale necessariamente a saper gestire tutte le situazioni operative.

L'articolo 77 del D.Lgs. 81/2008 prevede specifici obblighi di informazione, formazione e addestramento sull'utilizzo dei DPI.

Per i DPI di III categoria l'addestramento è obbligatorio.

Questo assume particolare importanza nei lavori in quota, dove l'utilizzo scorretto dei dispositivi può compromettere l'efficacia delle misure di protezione.

Occorre conoscere le caratteristiche dei sistemi, i limiti di utilizzo, le verifiche da effettuare e le procedure previste.

Ma attenzione: un normale corso sui DPI anticaduta non costituisce automaticamente una qualificazione per effettuare qualsiasi manovra di soccorso in quota.

Le competenze per il recupero devono essere individuate in funzione delle attività, delle attrezzature e dei rischi specifici.

Corso lavori in quota e DPI anticaduta a Cagliari

626 School propone percorsi di formazione per lavoratori e imprese che svolgono attività in quota.

Il percorso comprende una componente teorica e una pratica dedicata all'utilizzo dei sistemi e dei dispositivi anticaduta.

Per conoscere programma, modalità e possibilità di organizzare la formazione per la propria squadra aziendale:

La manutenzione sulle coperture: un rischio che riguarda molte imprese del Sud Sardegna

La questione interessa numerose attività.

Non soltanto le grandi imprese edili.

Pensiamo alle aziende di Cagliari, Assemini, Elmas, Sarroch, Quartu Sant'Elena e delle aree produttive del Sud Sardegna.

Manutentori, installatori, elettricisti, imprese di impiantistica e operatori che lavorano sulle coperture possono trovarsi esposti al rischio di caduta.

Anche un intervento occasionale richiede un'organizzazione adeguata.

E la valutazione deve tenere conto delle caratteristiche reali dell'ambiente di lavoro.

Un sistema anticaduta idoneo per una situazione potrebbe non essere adeguato per un'altra.

La stessa considerazione vale per le modalità di recupero.

Non esiste una procedura universale adatta a tutte le coperture e a tutte le lavorazioni.

Scuola Sarda Anticaduta™: dalla formazione alla cultura della prevenzione

Proprio dalla necessità di collegare competenze diverse nasce il progetto Scuola Sarda Anticaduta™, promosso da 626 School.

La prevenzione delle cadute dall'alto richiede infatti il contributo di formatori, RSPP, tecnici, progettisti, installatori e altri specialisti.

L'obiettivo è favorire una cultura della prevenzione che non si limiti alla disponibilità di un dispositivo o al possesso di un attestato.

Formazione, scelta dei sistemi, addestramento, organizzazione delle attività e gestione delle emergenze devono dialogare.

Per conoscere il progetto e i suoi approfondimenti tecnici:

Prima di salire sulla prossima copertura, fai una verifica

Se nella tua impresa vengono svolti lavori in quota, prova a immaginare una situazione concreta.

Un lavoratore cade.

Il sistema anticaduta arresta la caduta.

La persona rimane sospesa.

La tua squadra sa cosa fare?

Se la risposta è incerta, è opportuno riesaminare l'organizzazione del lavoro, la formazione, l'addestramento e le procedure di emergenza.

Non è sufficiente controllare che l'imbracatura sia stata consegnata.

Occorre verificare che l'intero sistema di prevenzione sia adeguato.

Corsi lavori in quota a Cagliari: forma la tua squadra con 626 School

Hai lavoratori che effettuano manutenzioni sulle coperture, installazioni o interventi in altezza?

Devi organizzare la prima formazione o verificare le esigenze di aggiornamento?

626 School può aiutarti a individuare un percorso formativo coerente con le attività svolte dalla tua impresa.


Se devi formare più lavoratori, puoi chiedere una proposta per la tua squadra aziendale.

Telefono: 070 781090

626 School srl — Formazione specialistica e consulenza per la sicurezza sul lavoro.

Perché un sistema anticaduta può fermare una caduta. Ma la sicurezza richiede di sapere cosa fare anche dopo.


FAQ — Le cinque domande più frequenti


1. Cosa succede se un lavoratore rimane sospeso nell'imbracatura dopo una caduta?

La sospensione può comportare conseguenze gravi, soprattutto quando la persona è immobile o incosciente. Occorre attivare tempestivamente i soccorsi e applicare le procedure di emergenza e recupero preventivamente pianificate, senza improvvisare manovre pericolose.


2. Il piano di recupero è obbligatorio per tutti i lavori in quota?

La normativa richiede di valutare e gestire i rischi e le emergenze. Le modalità concrete dipendono dalle attività svolte e dalle attrezzature utilizzate. Per alcune lavorazioni sono previste specifiche disposizioni sul recupero. Non esiste un unico modello di piano valido per qualsiasi situazione.


3. Il corso lavori in quota comprende anche l'addestramento pratico?

Il percorso proposto da 626 School comprende teoria e attività pratica sull'utilizzo dei sistemi anticaduta. Le competenze per eventuali operazioni specialistiche di recupero devono essere valutate separatamente in relazione ai rischi e alle procedure aziendali.


4. È obbligatorio l'addestramento per i DPI anticaduta di III categoria?

Sì. L'articolo 77 del D.Lgs. 81/2008 prevede l'addestramento obbligatorio per i dispositivi di protezione individuale appartenenti alla III categoria.


5. Dove posso organizzare un corso lavori in quota a Cagliari?

626 School propone corsi dedicati ai lavori in quota e ai DPI anticaduta. Le imprese possono richiedere informazioni sulla formazione individuale o sull'organizzazione di percorsi per gruppi aziendali attraverso la pagina del corso.

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