Lavoro al sole in Sardegna: limitazioni fino al 30 settembre 2026. Cosa deve fare il Datore di Lavoro
Il caldo non è soltanto un disagio: nei luoghi di lavoro può diventare un rischio che il Datore di Lavoro deve gestire.
Con l’Ordinanza n. 4 del 5 settembre 2026, la Regione Sardegna ha disposto nuove misure di prevenzione per tutelare i lavoratori esposti alle alte temperature e alla prolungata esposizione alla radiazione solare.
Le misure sono immediatamente efficaci e resteranno in vigore fino al 30 settembre 2026.
Per le imprese interessate significa una cosa molto concreta: non basta guardare il termometro. È necessario verificare il livello di rischio previsto e organizzare correttamente il lavoro.
Quali attività sono interessate?
L’Ordinanza riguarda le attività lavorative svolte nei settori:
agricolo;
florovivaistico;
edilizia;
impiantistica,
quando comportano esposizione prolungata al sole.
Il provvedimento prevede inoltre specifiche esenzioni per attività di pubblica utilità, protezione civile o salvaguardia della pubblica incolumità svolte dai soggetti indicati nell’Ordinanza.
Quando scatta il divieto di lavoro?
Il punto più importante per le imprese è questo.
Nelle giornate in cui la specifica mappa del rischio Worklimate prevista dall’Ordinanza indica un livello di rischio “ALTO”, è vietato svolgere le attività interessate in condizioni di esposizione prolungata al sole:
dalle ore 12:30 alle ore 16:00.
Il divieto si applica sull’intero territorio della Sardegna.
Non si tratta quindi di un divieto automatico valido ogni giorno fino al 30 settembre: occorre verificare le condizioni previste dall’Ordinanza e la relativa mappa del rischio.
Dove controllare il rischio caldo?
Il riferimento utilizzato dall’Ordinanza è il sistema Worklimate, progetto dedicato alla valutazione e prevenzione del rischio da stress termico occupazionale.
La piattaforma consente di consultare le previsioni relative al rischio caldo per i lavoratori.
Consulta la mappa ufficiale Worklimate per il rischio caldo:
Le previsioni Worklimate sono uno strumento sperimentale di supporto alle decisioni e devono essere integrate con la valutazione delle effettive condizioni presenti sul luogo di lavoro.
Cosa deve fare concretamente il Datore di Lavoro?
L’Ordinanza richiama l’attenzione su un principio più ampio: il rischio derivante dal caldo e dall’esposizione alla radiazione solare deve essere gestito nell’organizzazione della sicurezza aziendale.
Per questo il Datore di Lavoro dovrebbe verificare almeno:
1. Le attività realmente esposte
Non tutti i lavoratori della stessa azienda possono avere la medesima esposizione.
Occorre considerare mansione, luogo di lavoro, durata dell’esposizione, intensità dell’attività fisica e organizzazione del lavoro.
2. La valutazione dei rischi
È opportuno verificare che la valutazione dei rischi aziendale consideri adeguatamente le condizioni microclimatiche e i rischi collegati alle alte temperature e, quando pertinente, all’esposizione alla radiazione solare.
3. L’organizzazione degli orari
Quando necessario, le lavorazioni più impegnative possono essere programmate nelle fasce orarie meno calde.
Nei giorni e nelle condizioni previste dall’Ordinanza regionale, deve naturalmente essere rispettato il divieto dalle 12:30 alle 16:00.
4. Pause, ombra e idratazione
L’organizzazione deve consentire ai lavoratori di recuperare adeguatamente, disporre di acqua e, in funzione della valutazione del rischio, utilizzare zone ombreggiate o ambienti idonei per le pause.
5. Informazione dei lavoratori
I lavoratori devono conoscere il rischio e sapere riconoscere tempestivamente i possibili segnali di stress termico.
6. Lavoratori particolarmente suscettibili
Età, condizioni individuali, acclimatazione e altri fattori possono modificare la risposta dell’organismo alle alte temperature.
Quando previsto, anche il Medico Competente assume quindi un ruolo importante nell’ambito della sorveglianza sanitaria e della prevenzione aziendale.
Caldo, cantieri e lavori in quota: attenzione alla combinazione dei rischi
Nei cantieri e nelle attività di manutenzione il problema può diventare ancora più delicato.
Un lavoratore può trovarsi contemporaneamente:
esposto al sole;
sottoposto a uno sforzo fisico importante;
impegnato nell'utilizzo di attrezzature;
in quota;
dotato di DPI che possono aumentare il carico termico.
Il rischio caldo, quindi, non dovrebbe essere considerato isolatamente.
Quando si lavora in quota, l’affaticamento e la riduzione della capacità di concentrazione possono inoltre interferire con attività nelle quali attenzione, organizzazione del lavoro, protezioni collettive, DPI e procedure devono essere gestiti con particolare rigore.
Per approfondire:
Lavori in quota e DPI anticaduta – 626 School
Il corso di sicurezza da solo non risolve il problema
La formazione è essenziale, ma costituisce soltanto una parte del sistema di prevenzione.
Un'impresa deve mettere insieme:
valutazione dei rischi + organizzazione + procedure + formazione + eventuale sorveglianza sanitaria + controllo delle condizioni effettive di lavoro.
È proprio qui che assume importanza il sistema di prevenzione aziendale e il rapporto tra Datore di Lavoro, RSPP, Medico Competente e lavoratori.
Anche il Datore di Lavoro deve formarsi
Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha introdotto uno specifico percorso formativo per i Datori di Lavoro.
La formazione non deve essere vista soltanto come un ulteriore adempimento: serve anche a comprendere meglio come organizzare concretamente la prevenzione all'interno dell'impresa.
626 School ha attivato il percorso dedicato al nuovo obbligo formativo.
Approfondisci il Corso obbligatorio per Datore di Lavoro:
Non sai se la tua azienda sta gestendo correttamente il rischio caldo?
Un'Ordinanza può richiamare l'attenzione su un problema specifico.
Ma per il Datore di Lavoro la domanda più importante è un'altra:
il sistema di sicurezza della mia azienda è realmente aggiornato e adeguato alle attività che svolgiamo?
626 School affianca le imprese della Sardegna nella gestione della sicurezza sul lavoro attraverso:
valutazione dei rischi e DVR;
incarico di RSPP esterno;
consulenza continuativa;
formazione obbligatoria;
organizzazione della prevenzione;
coordinamento con il Medico Competente;
formazione e addestramento per attività e rischi specifici.
626 School – Consulenza & Formazione
Un unico interlocutore per aiutare l'impresa a gestire la sicurezza in maniera semplice, concreta e continuativa.
FAQ
Il divieto di lavorare dalle 12:30 alle 16:00 vale tutti i giorni?
No. Il divieto previsto dall'Ordinanza si applica nelle giornate nelle quali la mappa del rischio individuata dal provvedimento segnala un livello ALTO, per le attività e nelle condizioni contemplate dall'Ordinanza.
L'Ordinanza riguarda tutta la Sardegna?
Sì, il provvedimento riguarda l'intero territorio regionale.
Fino a quando rimangono valide le misure?
L'Ordinanza n. 4 del 5 settembre 2026 ha efficacia fino al 30 settembre 2026.
Quali settori sono interessati?
Agricoltura, florovivaismo, edilizia e impiantistica, nelle condizioni di esposizione prolungata al sole previste dal provvedimento.
Basta rispettare l'Ordinanza per essere in regola con il rischio caldo?
No. Il rispetto dell'Ordinanza è uno degli aspetti da considerare. Il Datore di Lavoro deve comunque gestire i rischi presenti nell'attività attraverso il sistema di prevenzione aziendale e gli adempimenti previsti dalla normativa applicabile.
Dove posso controllare il livello di rischio?
Sulla piattaforma Worklimate utilizzata come riferimento dall'Ordinanza regionale.
Fonti istituzionali
Regione Autonoma della Sardegna – Ordinanza della Presidente della Regione n. 4 del 5 settembre 2026.
Protezione Civile Regione Sardegna – comunicazione del 7 settembre 2026 sulle misure di prevenzione contro le ondate di calore.
Worklimate – piattaforma previsionale per il rischio da stress da caldo per i lavoratori.





Commenti