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Spazi confinati: il lavoratore è esperto, ma saprebbe affrontare un'emergenza dentro una cisterna?

3 giorni fa
Tempo di lettura: 6 min

Un operaio può avere vent'anni di esperienza nella manutenzione industriale. Ma questo non significa che sia preparato ad affrontare un'atmosfera pericolosa, un malore improvviso o un'emergenza all'interno di uno spazio confinato.


salvataggio in corso

Immaginiamo una squadra di manutentori chiamata a intervenire all'interno di una cisterna in uno stabilimento industriale dell'area di Cagliari.

Gli operatori conoscono il proprio mestiere. Hanno già effettuato interventi simili e utilizzano abitualmente attrezzature professionali.

Il lavoro sembra ordinario.

Poi, durante l'intervento, un operatore accusa un malore.

Il collega rimasto all'esterno deve decidere come intervenire.

Sa riconoscere il pericolo? Conosce la procedura di emergenza? Sono disponibili attrezzature e personale per un recupero sicuro?

Sono domande che ogni datore di lavoro dovrebbe porsi prima di autorizzare un'attività in uno spazio confinato.

Perché in questi ambienti l'esperienza professionale è importante, ma non sostituisce la valutazione dei rischi, la formazione specifica e l'addestramento.

Il pericolo che non sempre si vede

Gli ambienti sospetti di inquinamento o confinati possono presentare rischi particolarmente gravi.

Pensiamo a serbatoi, silos, vasche, pozzi, cunicoli, condotte e altri ambienti che, in relazione alle loro caratteristiche e alle attività svolte, possono rientrare nel campo di applicazione della normativa.

Il pericolo non dipende necessariamente dalla presenza di sostanze immediatamente riconoscibili.

Un'atmosfera può presentare carenza di ossigeno, sostanze tossiche o condizioni pericolose senza che l'operatore riesca a percepirle attraverso i propri sensi.

Inoltre, gli accessi difficoltosi possono complicare l'evacuazione e il soccorso.

Per questo motivo non basta conoscere il lavoro da eseguire.

Occorre conoscere anche le condizioni nelle quali quel lavoro viene svolto.

L'errore più pericoloso: improvvisare il soccorso

Quando un collega perde conoscenza all'interno di una cisterna o di un pozzo, la reazione istintiva può essere quella di entrare immediatamente per aiutarlo.

Ma un intervento improvvisato può esporre anche il soccorritore allo stesso pericolo.

In presenza di un'atmosfera pericolosa, il tentativo di soccorso non pianificato può trasformare un singolo incidente in un evento con più vittime.

Il soccorso negli spazi confinati non deve essere improvvisato.

Prima dell'accesso devono essere definite procedure di emergenza appropriate, individuati i ruoli e predisposti mezzi e attrezzature idonei ai rischi presenti.

Il personale deve essere preparato a utilizzare correttamente i dispositivi previsti e a gestire le comunicazioni e l'attivazione dei soccorsi.

Le modalità di recupero devono essere valutate preventivamente, anche considerando quando sia possibile effettuare un recupero senza ingresso.

Cosa prevede il DPR 177/2011?

Il DPR 177/2011 disciplina la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati individuati dalla normativa.

Tra gli elementi fondamentali rientrano i requisiti di qualificazione, l'informazione, la formazione, l'addestramento e l'organizzazione delle attività.

Il decreto prevede inoltre specifiche disposizioni per gli affidamenti di lavori in tali ambienti.

Non è quindi sufficiente incaricare un'impresa perché dispone di personale esperto.

Occorre verificare i requisiti previsti dalla legge, le competenze degli operatori e le misure organizzative e tecniche necessarie.

Accordo Stato-Regioni 2025: la formazione iniziale è di 12 ore

L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha definito un percorso formativo specifico per lavoratori, datori di lavoro e lavoratori autonomi che operano in ambienti sospetti di inquinamento o confinati.

La durata minima del percorso iniziale è di 12 ore:

  • 4 ore di modulo giuridico-tecnico, dedicate alla normativa, all'individuazione degli ambienti e all'analisi dei rischi.

  • 8 ore di modulo pratico, dedicate all'utilizzo delle attrezzature e dei dispositivi, alle procedure operative e alle esercitazioni previste.

La formazione si svolge in presenza.

L'aggiornamento è quinquennale, con durata minima di 4 ore pratiche.

Per chi ha già frequentato percorsi precedenti occorre verificare le disposizioni transitorie dell'Accordo e la documentazione formativa disponibile.

La formazione prevista dall'Accordo non sostituisce le ulteriori misure di prevenzione, l'addestramento necessario e le procedure specifiche dell'attività.

Cinque domande che il datore di lavoro dovrebbe fare prima dell'intervento

1. Abbiamo identificato correttamente l'ambiente?

Non ogni luogo piccolo o scarsamente ventilato è automaticamente uno spazio confinato ai sensi della disciplina specifica.

Occorre verificare caratteristiche, condizioni di accesso, attività previste e rischi effettivi.

2. Abbiamo valutato l'atmosfera e gli altri rischi?

La valutazione deve considerare, quando pertinenti, carenza o arricchimento di ossigeno, sostanze pericolose, atmosfere esplosive, seppellimento, cadute, rischi meccanici e altri pericoli.

Le verifiche strumentali e le misure di controllo devono essere definite in funzione dei rischi.

3. Gli operatori sono qualificati, formati e addestrati?

Bisogna verificare il possesso dei requisiti applicabili, la formazione specifica e l'addestramento all'utilizzo delle attrezzature e dei dispositivi necessari.

4. Esiste una procedura di emergenza concretamente applicabile?

Una procedura generica, non coerente con il luogo e con le attività, può essere insufficiente.

Occorre prevedere ruoli, comunicazioni, attrezzature, modalità di recupero e attivazione dei soccorsi.

5. Abbiamo verificato la preparazione della squadra?

Le esercitazioni e le prove pratiche consentono di verificare le competenze e individuare eventuali criticità prima dell'intervento reale.

Una procedura scritta è necessaria quando prevista, ma la sua efficacia dipende anche dalla capacità delle persone di applicarla.

Spazi confinati a Cagliari: quali imprese devono prestare attenzione?

Il problema riguarda diverse attività economiche presenti nel territorio.

Nell'area industriale di Macchiareddu e Assemini possono essere interessate imprese di manutenzione, impiantistica e servizi industriali.

A Sarroch, Capoterra e nelle altre aree produttive del Cagliaritano possono presentarsi attività che richiedono interventi in serbatoi, condotte o impianti.

Anche imprese edili, aziende di servizi ambientali e operatori impegnati nella manutenzione di reti e infrastrutture possono incontrare situazioni riconducibili alla disciplina degli ambienti confinati.

Naturalmente, la presenza di un determinato settore produttivo non significa che tutte le sue attività rientrino automaticamente nel DPR 177/2011.

La valutazione deve essere effettuata caso per caso.

Formazione pratica: perché è un investimento nella capacità operativa

Un corso efficace deve permettere ai partecipanti di comprendere i rischi e applicare concretamente le misure di prevenzione.

Le attività pratiche previste dal percorso formativo contribuiscono a sviluppare familiarità con dispositivi, attrezzature e procedure.

L'obiettivo non è semplicemente ottenere un attestato.

È migliorare la preparazione di chi deve operare in condizioni potenzialmente pericolose.

La formazione specifica, integrata con le procedure aziendali e l'addestramento necessario, contribuisce a rendere più sicura l'organizzazione del lavoro.

La proposta 626 School per le imprese della Sardegna

626 School srl, agenzia formativa accreditata alla Regione Sardegna e certificata ISO 9001, affianca le imprese nell'organizzazione della formazione obbligatoria e nella consulenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Per le aziende di Cagliari, Assemini, Sarroch, Capoterra, Quartu Sant'Elena, Monserrato e del resto della Sardegna è possibile richiedere percorsi formativi su misura, con organizzazione delle attività pratiche secondo i requisiti normativi applicabili.

Il nostro approccio parte dalle esigenze reali dell'impresa: tipologia di attività, numero di operatori, attrezzature utilizzate e organizzazione del lavoro.

Per conoscere l'offerta formativa e richiedere una verifica del percorso più appropriato, consulta la pagina dedicata agli spazi confinati di 626 School.

Attenzione: prima dell'iscrizione, la segreteria confermerà il percorso conforme alla normativa vigente, indipendentemente da eventuali informazioni precedenti ancora presenti nella scheda.

La sicurezza si decide prima di entrare

Quando un lavoratore accede a uno spazio confinato, non dovrebbe dover improvvisare nulla.

Non la valutazione dei rischi.

Non la scelta dei dispositivi.

E soprattutto non la gestione di un'emergenza.

La tua impresa esegue interventi in serbatoi, vasche, silos, condotte o ambienti sospetti di inquinamento?

Contatta la segreteria 626 School al numero 070 781090.

Potrai richiedere informazioni sulla formazione iniziale di 12 ore, sull'aggiornamento, sull'organizzazione di corsi aziendali personalizzati e sui servizi di consulenza per la sicurezza sul lavoro.


FAQ – Spazi confinati e formazione obbligatoria


1. Quanto dura il corso iniziale per gli spazi confinati?

L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 prevede un percorso iniziale di almeno 12 ore, composto da 4 ore giuridico-tecniche e 8 ore pratiche, per i destinatari individuati dall'Accordo.

2. Il corso spazi confinati può essere svolto online?

Il percorso specifico previsto dall'Accordo Stato-Regioni 2025 deve essere svolto in presenza. Non è sufficiente un corso interamente in e-learning o videoconferenza.

3. Ogni quanto si aggiorna la formazione?

L'Accordo del 17 aprile 2025 prevede un aggiornamento quinquennale di almeno 4 ore, con contenuti pratici. Per la formazione precedente devono essere verificate le disposizioni transitorie applicabili.

4. Un lavoratore con molti anni di esperienza deve frequentare il corso?

L'esperienza professionale non costituisce automaticamente un'esenzione dagli obblighi formativi. Occorre verificare la formazione già documentata, la sua conformità e l'applicazione delle eventuali disposizioni transitorie.

5. È sufficiente frequentare il corso per poter lavorare in uno spazio confinato?

No. La formazione rappresenta soltanto uno degli obblighi. Devono essere rispettati anche i requisiti di qualificazione, la valutazione dei rischi, le procedure operative, le misure di prevenzione, l'addestramento necessario e l'organizzazione delle emergenze.


626 School srl – Formazione e consulenza per la sicurezza sul lavoro in Sardegna

Segreteria: 070 781090



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