Infortuni sul lavoro in Sardegna: cosa dicono i dati 2026 e cosa deve controllare oggi il Datore di Lavoro
Gli infortuni sul lavoro non sono soltanto numeri.

Dietro ogni denuncia ci sono un lavoratore, un’impresa e, molto spesso, una domanda che ogni Datore di Lavoro dovrebbe porsi prima che accada qualcosa:
la sicurezza della mia azienda funziona davvero oppure è soltanto formalmente in regola?
L’INAIL ha pubblicato l’8 settembre 2026 il nuovo aggiornamento dei dati sugli infortuni sul lavoro in Sardegna, con rilevazione al 31 luglio 2026.
È un’occasione utile non soltanto per osservare l’andamento del fenomeno, ma soprattutto per ricordare alle imprese sarde che la prevenzione non può ridursi a DVR, attestati e nomine conservati in un raccoglitore.
La sicurezza deve corrispondere a quello che succede realmente ogni giorno in azienda.
I nuovi dati INAIL sugli infortuni in Sardegna
L’INAIL aggiorna periodicamente gli Open Data relativi agli infortuni sul lavoro.
L’ultimo aggiornamento disponibile per la Sardegna è stato pubblicato l’8 settembre 2026 e fotografa le informazioni rilevate al 31 luglio 2026, con copertura temporale 2025-2026.
Dal gennaio 2026 i dati tengono inoltre conto della nuova suddivisione delle province della Sardegna.
Questo rende ancora più interessante la possibilità di osservare nel tempo il fenomeno anche dal punto di vista territoriale.
Ma per un imprenditore il dato statistico dovrebbe rappresentare soprattutto un punto di partenza.
La domanda utile non è soltanto:
“Quanti infortuni ci sono stati?”
La domanda più importante è:
“Nella mia azienda sto facendo tutto quello che ragionevolmente posso fare per evitare il prossimo?”
Un infortunio raramente nasce da un solo errore
Nella nostra esperienza al fianco delle piccole e medie imprese, la prevenzione diventa più efficace quando si smette di considerare gli adempimenti come elementi separati.
Un DVR non aggiornato.
Un nuovo macchinario introdotto senza riesaminare adeguatamente i rischi.
Una mansione cambiata nel tempo.
Un lavoratore che utilizza un’attrezzatura senza un addestramento adeguato.
Una procedura che esiste sulla carta ma che nessuno applica realmente.
Un preposto che non conosce pienamente il proprio ruolo.
Un DPI consegnato senza verificare come viene utilizzato.
Una manutenzione rimandata.
Singolarmente possono sembrare piccoli problemi.
Quando si sommano, possono creare le condizioni perché un rischio si trasformi in un incidente.
Ed è proprio qui che la gestione della sicurezza deve passare dalla logica del documento alla logica della prevenzione.
Il DVR non è un documento da fare una volta e archiviare
Il Documento di Valutazione dei Rischi deve rappresentare la realtà dell’azienda.
Il D.Lgs. 81/2008 prevede che la valutazione riguardi tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori e che il DVR individui, tra l’altro, le misure di prevenzione e protezione adottate, il programma di miglioramento e le procedure necessarie per attuare le misure individuate.
Per questo una domanda molto semplice può essere più utile di tante formule tecniche:
se oggi entrassimo nella tua azienda con il DVR in mano, troveremmo descritta l’azienda che esiste davvero?
Macchinari, mansioni, ambienti, sostanze utilizzate, organizzazione, procedure e rischi devono essere coerenti con ciò che accade concretamente.
Se l’azienda cambia, occorre verificare se anche la valutazione dei rischi debba essere aggiornata.
👉 Approfondisci: Consulenza sicurezza sul lavoro in Sardegna – Metodo PROTEGGI™
7 controlli che un Datore di Lavoro può fare oggi
Non è necessario aspettare un infortunio o un’ispezione per capire se il sistema presenta delle criticità.
Un primo controllo può partire da sette domande.
1. Il DVR corrisponde ancora alla realtà aziendale?
Sono cambiate lavorazioni, locali, attrezzature, organizzazione o mansioni?
Se sì, è opportuno verificare se la valutazione dei rischi sia ancora adeguata.
2. La formazione dei lavoratori è aggiornata?
Non basta chiedersi se esiste un attestato.
Occorre verificare che formazione e, quando prevista, addestramento siano coerenti con attività e rischi effettivamente presenti.
3. Preposti e figure della sicurezza sono correttamente individuati?
L’organigramma della sicurezza deve essere chiaro e coerente con l'organizzazione reale dell'impresa.
4. Le attrezzature sono utilizzate correttamente?
Disponibilità di un’attrezzatura non significa automaticamente capacità di utilizzarla in sicurezza.
Procedure, informazione, formazione, eventuale abilitazione e addestramento devono essere valutati in relazione alla specifica attrezzatura e alle attività svolte.
5. I DPI vengono realmente utilizzati?
Consegnare un dispositivo di protezione non conclude il processo.
Bisogna scegliere DPI adeguati, mantenerli efficienti, informare e formare i lavoratori e, nei casi previsti, assicurare l'addestramento.
6. Manutenzioni e controlli sono sotto controllo?
Macchine, impianti, dispositivi e attrezzature devono essere gestiti nel tempo.
Una manutenzione rinviata può trasformarsi in un rischio evitabile.
7. Sapresti dimostrare rapidamente come gestisci la sicurezza?
DVR, formazione, nomine, sorveglianza sanitaria quando prevista, manutenzioni, procedure e registrazioni dovrebbero comporre un sistema coerente.
Se per ricostruire la situazione servono giorni e documenti sparsi in più archivi, probabilmente c’è qualcosa da migliorare.
Il Datore di Lavoro è al centro del sistema di prevenzione
La sicurezza sul lavoro non può essere completamente “scaricata” sul consulente.
Il D.Lgs. 81/2008 attribuisce al Datore di Lavoro obblighi precisi e pone la valutazione dei rischi al centro del sistema di prevenzione aziendale.
Il consulente, l’RSPP, il Medico Competente quando previsto, il RLS e le altre figure della prevenzione collaborano secondo i rispettivi ruoli.
Ma l'obiettivo dovrebbe essere comune:
costruire un'organizzazione capace di individuare i problemi prima che diventino infortuni.
È questa la logica con cui 626 School applica il Metodo PROTEGGI™ alle imprese: partire dalla realtà aziendale, individuare le criticità e definire le priorità di intervento.
Dal 2025 c'è anche un nuovo obbligo formativo per i Datori di Lavoro
C'è inoltre una novità che molte piccole imprese non hanno ancora pienamente recepito.
L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025, ha definito il nuovo percorso formativo destinato ai Datori di Lavoro.
Il corso per Datore di Lavoro ha una durata minima di 16 ore, alla quale si aggiunge uno specifico modulo di 6 ore per i Datori di Lavoro delle imprese affidatarie nei cantieri temporanei e mobili, nei casi previsti dall'Accordo.
Per i Datori di Lavoro tenuti a frequentare il nuovo percorso è previsto il regime transitorio stabilito dall'Accordo.
La formazione, però, non deve diventare un altro attestato da mettere nel cassetto.
Il vero obiettivo è dare al Datore di Lavoro gli strumenti per comprendere il proprio ruolo nel sistema di prevenzione.
Dalla formazione alla cultura della prevenzione
È anche su questo principio che nasce 626 School – Scuola Sarda della Sicurezza sul Lavoro™.
Non soltanto corsi obbligatori, ma progressivamente un luogo dedicato alla formazione e all’aggiornamento di Datori di Lavoro, RSPP, ASPP, professionisti e figure della prevenzione.
Perché norme, tecnologie, organizzazioni e rischi cambiano.
E chi si occupa di sicurezza deve continuare ad aggiornare competenze e strumenti.
Hai almeno un dipendente? Fai una verifica prima che serva davvero
Se sei un imprenditore in Sardegna e hai almeno un lavoratore, non aspettare un controllo o un incidente per chiederti se la gestione della sicurezza è adeguata.
Puoi partire da alcune domande molto semplici:
Il DVR è aggiornato?
La formazione è completa?
Le mansioni reali corrispondono a quelle valutate?
Le attrezzature vengono utilizzate in sicurezza?
Le scadenze sono sotto controllo?
Le figure della prevenzione sono correttamente organizzate?
Se anche una sola risposta ti lascia un dubbio, vale la pena approfondire.
626 School affianca le imprese della Sardegna nella valutazione dei rischi, redazione e aggiornamento del DVR, incarico RSPP esterno, organizzazione della sicurezza, formazione obbligatoria e assistenza continuativa.
Prevenire significa soprattutto questo:
individuare oggi una criticità che domani potrebbe trasformarsi in un infortunio.
Fonti istituzionali
INAIL – Open Data Infortuni sul lavoro, SardegnaDati pubblicati l’8 settembre 2026, rilevati al 31 luglio 2026.
D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro.
Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025.





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