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Mancato infortunio sul lavoro: nessuno si è fatto male. Cosa deve fare l'azienda?

2 giorni fa
Tempo di lettura: 8 min

Un lavoratore inciampa ma riesce a non cadere.

Un oggetto cade da uno scaffale pochi secondi dopo che una persona si è spostata.


Near Miss mancato infortunio

Un muletto passa troppo vicino a un collega.

Una scala scivola, ma il lavoratore riesce a mantenere l'equilibrio.

Una macchina si blocca in modo anomalo senza provocare conseguenze.

Nessuno si è fatto male.

Tutto bene?

Non necessariamente.

Quello che è appena successo potrebbe essere un near miss, cioè un mancato infortunio: un evento che non ha provocato lesioni, ma che avrebbe potuto provocarle.

Per un Datore di Lavoro può essere una delle informazioni più preziose per prevenire un vero infortunio.

Perché aspettare che qualcuno si faccia male per accorgersi che qualcosa non funziona?

Cos'è un near miss?

INAIL utilizza il termine near miss, o mancato infortunio, per indicare eventi che non causano lesioni o malattie ma che potenzialmente avrebbero potuto farlo.

La differenza rispetto a una semplice situazione pericolosa è importante.

Una situazione pericolosa è una circostanza.

Il near miss è invece un evento realmente accaduto, anche se fortunatamente non ha prodotto un danno.

Facciamo un esempio.

Pavimento bagnato non segnalato → situazione pericolosa.

Un lavoratore scivola sul pavimento bagnato ma riesce a non cadere → possibile near miss.

Nel secondo caso abbiamo un'informazione in più:

il rischio non è soltanto teorico. Qualcosa è già successo.

Nessuno si è fatto male: posso semplicemente dimenticare l'accaduto?

È proprio qui che può essere commesso l'errore.

Un mancato infortunio può essere considerato un importante segnale preventivo.

INAIL sottolinea come l'analisi dei near miss possa aiutare le aziende a individuare criticità organizzative, tecniche e procedurali e ad adottare misure di sicurezza prima che eventi analoghi producano conseguenze più gravi.

Quindi:

NESSUN DANNO ≠ NESSUN PROBLEMA

Molto più utile chiedersi:

Perché è successo?

E soprattutto:

Potrebbe succedere di nuovo?

Near miss: devo denunciarlo all'INAIL?

In generale, il mancato infortunio che non ha provocato danni fisici al lavoratore non è un infortunio da denunciare all'INAIL.

Lo stesso INAIL, nelle proprie iniziative dedicate ai near miss, evidenzia la differenza tra il mancato infortunio e l'infortunio che determina gli specifici adempimenti previsti dalla normativa.

Questo però non significa che l'azienda debba ignorare l'evento.

Sono due questioni differenti:

DENUNCIA DELL'INFORTUNIO

e

GESTIONE PREVENTIVA DEL MANCATO INFORTUNIO.

La seconda può diventare uno strumento estremamente utile per migliorare concretamente la sicurezza aziendale.

Dopo un mancato infortunio devo aggiornare obbligatoriamente il DVR?

Attenzione alle semplificazioni.

Non ogni near miss determina automaticamente l'obbligo di rielaborare il DVR.

L'articolo 29 del D.Lgs. 81/2008 individua specifiche circostanze nelle quali la valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata.

Tra queste rientrano, per esempio:

  • modifiche significative del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro;

  • evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione;

  • infortuni significativi;

  • risultati della sorveglianza sanitaria che ne evidenzino la necessità.

Il semplice verificarsi di un near miss non costituisce quindi automaticamente l'equivalente di un “infortunio significativo”.

Ma fermarsi a questa conclusione sarebbe poco utile dal punto di vista della prevenzione.

Un mancato infortunio può infatti far emergere che:

  • un rischio non era stato individuato adeguatamente;

  • una misura di prevenzione prevista non funziona;

  • una procedura non viene applicata;

  • un'attrezzatura presenta una criticità;

  • l'organizzazione del lavoro crea condizioni pericolose;

  • formazione o addestramento necessitano di essere rafforzati;

  • sono intervenuti cambiamenti nell'attività che devono essere valutati.

Per questo il near miss dovrebbe diventare un'occasione per verificare se la valutazione dei rischi e le misure adottate siano ancora adeguate alla situazione reale dell'azienda.

Cosa dovrebbe fare concretamente l'azienda?

Non occorre necessariamente costruire un sistema burocratico complesso.

Soprattutto per una piccola o media impresa può essere utile partire da 5 passaggi semplici.

1. Segnalare

Il primo obiettivo è sapere che l'evento è accaduto.

I lavoratori dovrebbero poter segnalare un mancato infortunio senza avere la sensazione di “mettersi nei guai”.

Se nessuno racconta ciò che succede, l'azienda perde informazioni preziose.

2. Ricostruire

Che cosa è successo?

Dove?

Durante quale attività?

Quali attrezzature erano coinvolte?

Quali persone?

Quali condizioni erano presenti?

Bisogna innanzitutto ricostruire i fatti, non cercare immediatamente un colpevole.

3. Cercare le cause

Dire:

“Il lavoratore è stato distratto”

raramente è sufficiente.

Occorre chiedersi perché l'evento sia stato possibile.

Potrebbero esserci:

  • problemi organizzativi;

  • procedure inadeguate;

  • carenze di manutenzione;

  • percorsi non correttamente separati;

  • attrezzature non adeguate;

  • mancato addestramento;

  • fretta;

  • comunicazione insufficiente;

  • carichi di lavoro;

  • condizioni ambientali;

  • comportamenti non coerenti con le procedure.

Spesso un evento non nasce da una sola causa.

4. Correggere

Individuata la criticità, bisogna decidere se e come intervenire.

La soluzione potrebbe essere relativamente semplice:

ripristinare una protezione, modificare un percorso, mettere in sicurezza un'attrezzatura, migliorare una procedura, effettuare manutenzione, organizzare un addestramento o correggere una modalità di lavoro.

In altri casi può essere necessaria un'analisi più approfondita.

L'obiettivo rimane lo stesso:

evitare che la prossima volta il “quasi” scompaia.

5. Verificare DVR, procedure e formazione

Dopo aver compreso cosa è accaduto è utile confrontare l'evento con il sistema di prevenzione aziendale.

Poniamoci alcune domande molto semplici.

Il rischio era stato valutato?

Le misure previste erano adeguate?

Venivano realmente applicate?

La procedura era conosciuta?

Il lavoratore aveva ricevuto formazione e, quando necessario, addestramento adeguati?

È necessario modificare qualcosa?

È qui che il near miss diventa realmente utile.

Un esempio pratico: il muletto passa vicino al lavoratore

Immaginiamo un magazzino.

Un carrello elevatore svolta e si trova improvvisamente davanti un lavoratore a piedi.

Il conducente frena.

Nessuno viene investito.

Nessun danno.

Il modo meno utile di gestire l'episodio sarebbe:

“È andata bene.”

Il modo preventivo è chiedersi:

  • i percorsi pedonali e quelli dei mezzi sono organizzati correttamente?

  • la visibilità è sufficiente?

  • la segnaletica è adeguata?

  • esistono punti ciechi?

  • le procedure di circolazione interna sono chiare?

  • i lavoratori le conoscono?

  • vengono rispettate?

  • occorrono ulteriori misure tecniche o organizzative?

Il near miss diventa così una sorta di prova gratuita della sicurezza aziendale.

Ha mostrato una possibile debolezza senza produrre, questa volta, conseguenze.

Il lavoratore deve avere paura di segnalare un near miss?

Un sistema nel quale ogni segnalazione viene interpretata immediatamente come ricerca del colpevole rischia di ottenere un risultato molto semplice:

nessuno segnalerà più nulla.

INAIL richiama invece l'importanza della partecipazione dei lavoratori e della raccolta delle informazioni sui mancati infortuni.

L'obiettivo dovrebbe essere:

SEGNALARE → CAPIRE → CORREGGERE → PREVENIRE

non:

SEGNALARE → CERCARE IL COLPEVOLE.

Naturalmente questo non significa ignorare eventuali comportamenti contrari alle procedure di sicurezza.

Significa analizzare l'evento nella sua interezza e individuare le cause effettive.

Near miss e piccole imprese: serve davvero?

Sì.

E non è uno strumento riservato alle grandi aziende.

INAIL ha sviluppato, anche attraverso il progetto Condivido, strumenti e metodologie per migliorare la capacità delle imprese di individuare e gestire i fattori di rischio attraverso l'analisi dei mancati infortuni, con particolare attenzione anche alle PMI.

Una piccola impresa non ha necessariamente bisogno di sistemi complessi.

Può iniziare da una regola molto semplice:

“Se succede qualcosa che avrebbe potuto far male a qualcuno, raccontiamolo e capiamo perché.”

È già cultura della prevenzione.

Near miss e sicurezza sul lavoro in Sardegna

Il principio vale per qualsiasi impresa.

Un'officina di Cagliari.

Un'impresa edile di Sassari.

Un ristorante di Olbia.

Un'azienda agricola dell'Oristanese.

Un'attività artigiana del Sarrabus.

Un'impresa dell'Ogliastra.

Un magazzino o un'azienda di servizi in qualsiasi territorio della Sardegna.

Ogni settore presenta rischi e situazioni differenti, ma la logica rimane la stessa:

un mancato infortunio è un'informazione da utilizzare prima che diventi un infortunio vero.

Il controllo da fare lunedì mattina

Prova a fare una domanda ai tuoi lavoratori:

“Negli ultimi mesi è successo qualcosa in cui qualcuno avrebbe potuto farsi male, ma fortunatamente non è successo?”

Potresti ricevere risposte interessanti.

“Una volta quella scala ha quasi ceduto.”

“Quel carrello passa sempre troppo vicino.”

“Quella macchina qualche volta si blocca.”

“Lì siamo quasi scivolati in due.”

“Quando scarichiamo il camion succede spesso che…”

Queste frasi non sono necessariamente problemi da nascondere.

Sono informazioni da valutare.

Dal DVR alla prevenzione reale

Un Documento di Valutazione dei Rischi efficace non dovrebbe essere semplicemente un fascicolo conservato in azienda.

Il DVR deve essere parte del sistema attraverso il quale l'impresa individua i rischi, definisce le misure di prevenzione e protezione e programma gli interventi necessari.

Per questo in 626 School lavoriamo affinché:

DVR → ORGANIZZAZIONE → PERSONE → PROCEDURE → CONTROLLO

siano collegati tra loro.

Il documento deve descrivere l'azienda reale.

E ciò che accade nell'azienda reale deve poter contribuire a migliorare la valutazione e la prevenzione.

Con il Metodo PROTEGGI™ – Consulenza Sicurezza sul Lavoro a Cagliari affianchiamo Datori di Lavoro e PMI nella gestione continuativa della sicurezza, aiutandoli a individuare le criticità prima che possano trasformarsi in infortuni, prescrizioni o problemi durante un controllo.

Hai avuto un mancato infortunio nella tua azienda?

Non significa necessariamente che il tuo DVR sia sbagliato.

E non significa automaticamente che debba essere rifatto.

Significa però che hai ricevuto un'informazione che vale la pena analizzare.

626 School affianca le imprese della Sardegna nella gestione della sicurezza sul lavoro attraverso:

  • valutazione dei rischi e DVR;

  • incarichi RSPP e ASPP;

  • sopralluoghi;

  • assistenza al Datore di Lavoro;

  • formazione e addestramento;

  • verifica e miglioramento delle misure di prevenzione.

L'obiettivo non è aggiungere carta.

È aiutare l'impresa a capire dove può verificarsi il prossimo problema prima che diventi un infortunio.


FAQ – Near miss e mancati infortuni


Che cos'è un near miss?

È un evento che non ha provocato lesioni o malattie ma che avrebbe potuto provocarle. Viene comunemente definito “mancato infortunio” o “quasi infortunio”.


Devo denunciare un near miss all'INAIL?

Se non si è verificato un infortunio con danno al lavoratore, il near miss in quanto tale non è oggetto della denuncia prevista per gli infortuni sul lavoro. È comunque utile gestirlo internamente come informazione preventiva.


Dopo un near miss devo rifare il DVR?

Non automaticamente. Il D.Lgs. 81/2008 non stabilisce che ogni near miss determini di per sé la rielaborazione del DVR. L'evento dovrebbe però essere analizzato per verificare se evidenzia rischi, misure o condizioni organizzative che richiedano interventi o una revisione della valutazione.


Conviene registrare i mancati infortuni?

La rilevazione e l'analisi dei near miss sono promosse da INAIL come strumenti utili per individuare fattori di rischio e migliorare la prevenzione. Modalità e complessità del sistema possono essere adattate alle caratteristiche dell'impresa.


Chi dovrebbe analizzare il near miss?

Dipende dalla struttura aziendale e dalle caratteristiche dell'evento. Nell'ambito della gestione della prevenzione il Datore di Lavoro si avvale delle figure e delle competenze previste dal D.Lgs. 81/2008, coinvolgendo quando pertinente RSPP, RLS, Medico Competente e altre competenze tecniche necessarie.


I near miss riguardano anche le piccole imprese?

Sì. La gestione dei mancati infortuni può essere particolarmente utile anche nelle PMI e non richiede necessariamente sistemi complessi.


Fonti istituzionali

  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., in particolare artt. 28 e 29.

  • INAIL – Sistema Infor.MO, strumenti per l'analisi delle cause degli eventi infortunistici.

  • INAIL – Progetto Condivido, metodologie e strumenti per l'analisi e la gestione dei near miss.

  • INAIL – Linee guida e istruzioni operative sulla metodologia per la gestione dei mancati infortuni.

Contenuto informativo aggiornato a settembre 2026. Ogni situazione aziendale deve essere valutata considerando attività svolte, rischi presenti, organizzazione del lavoro e normativa applicabile.


Un mancato infortunio è un avvertimento senza conseguenze. Usiamolo.

Se nella tua azienda è accaduto qualcosa che avrebbe potuto provocare un infortunio, non aspettare necessariamente che accada una seconda volta.

Possiamo aiutarti a verificare se DVR, procedure, organizzazione e misure di prevenzione sono ancora adeguati alla situazione reale della tua impresa.

626 School affianca le imprese con DVR, RSPP esterno, sopralluoghi, consulenza, formazione e gestione continuativa della sicurezza sul lavoro.

Non aspettare che un “quasi infortunio”

diventi un infortunio vero.

626 School – Consulenza e formazione per la sicurezza sul lavoro in Sardegna.


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