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Le sette lezioni che Riccardo Fagioli ha visto nella Lettera d'Oro™: cosa abbiamo imparato anche noi

Che cosa può insegnare un osservatore esterno a chi ha ideato un progetto? A volte molto più di quanto immaginiamo. È ciò che è accaduto leggendo l'analisi pubblicata da Riccardo Fagioli sulla Lettera d'Oro™, il progetto promosso da 626 School che sta documentando la realtà della ristorazione sarda attraverso centinaia di incontri diretti con gli imprenditori. Dalle sue riflessioni sono emerse sette lezioni che parlano non solo di marketing, ma anche di ascolto, territorio, sicurezza alimentare e costruzione della fiducia.



Quando abbiamo immaginato La Lettera d'Oro™, non ci siamo chiesti come realizzare una campagna pubblicitaria.

Ci siamo posti una domanda molto più semplice.


Come possiamo ascoltare davvero i ristoratori?


Da quella domanda è nato un progetto che ci ha portato a consegnare personalmente centinaia di Lettere d'Oro™, a percorrere chilometri nelle vie di Cagliari, a incontrare imprenditori, ad ascoltare storie, difficoltà, speranze e progetti.

Negli ultimi giorni abbiamo letto con particolare interesse un articolo pubblicato da Riccardo Fagioli, consulente e fondatore di Codice Iknosys, che ha analizzato la nostra iniziativa da un punto di vista diverso dal nostro.

Non si è limitato a descrivere il progetto.

Ha provato a comprenderne il significato.

Ed è proprio questo che ci ha colpito.

Perché quando un progetto inizia a essere interpretato da altri significa che sta generando un dibattito che va oltre chi lo ha ideato.


La prima lezione: un servizio può diventare una missione


Riccardo osserva che 626 School avrebbe potuto limitarsi a parlare di DVR, corsi di formazione, consulenza e sicurezza.

Ha invece scelto di costruire una storia.

Questa osservazione ci ha fatto riflettere.

È vero.

Le imprese non acquistano soltanto un servizio.

Scelgono una visione, un metodo, un modo di affrontare i problemi.

La Lettera d'Oro™ non è nata per promuovere un prodotto.

È nata per creare un'occasione di ascolto.


La seconda lezione: la curiosità è una risorsa


Per settimane molte persone si sono chieste:

"Che cos'è la Lettera d'Oro?"

Abbiamo ricevuto telefonate.

Messaggi.

Domande.

Qualcuno immaginava un premio.

Qualcun altro una certificazione.

Altri ancora una campagna di marketing.

In realtà era qualcosa di diverso.

Era l'inizio di una conversazione.

Abbiamo imparato che, prima ancora delle risposte, sono importanti le domande che riusciamo a suscitare.


La terza lezione: i simboli parlano più delle spiegazioni


Una semplice busta dorata è diventata il simbolo del progetto.

Non perché fosse preziosa.

Ma perché era riconoscibile.

Ogni ristoratore la riceveva personalmente.

La teneva tra le mani.

La fotografava.

La mostrava.

In quel momento abbiamo capito che anche nella sicurezza alimentare e nella consulenza esistono simboli capaci di raccontare molto più di una brochure.


La quarta lezione: le persone seguono le persone


Riccardo definisce Massimo Pirretti "Il Maratoneta della Ristorazione".

Questa definizione ci è piaciuta.

Perché descrive esattamente ciò che è accaduto.

Massimo , che pratica la maratona da sportivo ,non è rimasto dietro una scrivania.

Ha camminato.

Ha incontrato.

Ha ascoltato.

Ha stretto mani.

Ha ricevuto sorrisi, curiosità, qualche diffidenza e tante storie.

Le persone seguono i volti.

Seguono i percorsi.

Seguono le storie.

Molto più facilmente di quanto seguano una semplice campagna pubblicitaria.


La quinta lezione: raccontare il viaggio


Ogni giorno abbiamo pubblicato una nuova tappa.

Ogni incontro è diventato parte del Diario del Maratoneta.

Abbiamo capito che il valore non stava soltanto nel risultato finale.

Il valore era nel percorso.

Nelle porte che si aprivano.

Nelle conversazioni.

Nei chilometri percorsi.

Nelle persone incontrate.

È lì che nasce la fiducia.


La sesta lezione: i ristoratori sono protagonisti


La Lettera d'Oro™ non è mai stata pensata come un questionario.

Ogni intervista rappresenta un momento di ascolto.

Ogni imprenditore contribuisce alla costruzione di un patrimonio di conoscenze che appartiene all'intera comunità della ristorazione.

Non volevamo raccogliere semplicemente risposte.

Volevamo raccogliere esperienze.

Questa è probabilmente la parte più preziosa del progetto.


La settima lezione: il territorio non si osserva. Si vive.


L'ultima riflessione di Riccardo riguarda il rapporto con il territorio.

Secondo lui non abbiamo realizzato soltanto una campagna digitale.

Abbiamo portato fisicamente il progetto dentro i ristoranti.

È una lettura che condividiamo.

La sicurezza alimentare non può essere raccontata soltanto da un ufficio.

Ha bisogno di essere vissuta.

Le imprese si comprendono entrando nei laboratori, nelle cucine, nei locali, ascoltando chi ogni giorno affronta problemi reali.


Cosa abbiamo imparato noi


Leggere l'analisi di Riccardo Fagioli ci ha fatto comprendere una cosa importante.

La Lettera d'Oro™ non appartiene più soltanto a 626 School.

Sta diventando un argomento di confronto.

Un caso di studio.

Un'occasione per discutere di imprenditorialità, sicurezza alimentare, organizzazione, comunicazione e futuro della ristorazione.

Per noi questo rappresenta il risultato più bello.

Perché significa che il progetto sta generando valore anche al di fuori dei suoi obiettivi iniziali.


Il viaggio continua


La Lettera d'Oro™ proseguirà nelle prossime settimane con nuove interviste, nuovi incontri e nuove analisi.

Continueremo ad ascoltare.

Continueremo a raccontare.

Continueremo a costruire, insieme ai ristoratori, una fotografia sempre più fedele della ristorazione sarda.


Se questo percorso riuscirà a stimolare nuove idee, nuove collaborazioni e nuove riflessioni, allora la Lettera d'Oro™ avrà raggiunto uno dei suoi obiettivi più importanti: trasformare un progetto di ascolto in un patrimonio condiviso di conoscenza.


 

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