Un dipendente ha rischiato di farsi male ma non è successo nulla: cosa dovrebbe fare l'azienda?
Un lavoratore scivola ma riesce a non cadere. Una scatola cade da uno scaffale senza colpire nessuno. Un carrello elevatore passa troppo vicino a un collega. Una macchina presenta un'anomalia, ma nessuno si fa male.

Alla fine qualcuno dice:
“Per fortuna non è successo niente.”
Ed è vero.
Ma per un'azienda attenta alla sicurezza quella frase dovrebbe essere seguita da un'altra domanda:
“Perché stava per succedere?”
È qui che un episodio apparentemente senza conseguenze può trasformarsi in uno strumento di prevenzione.
Quando “non succede niente” abbiamo comunque ricevuto un segnale
Nel linguaggio della prevenzione questi episodi vengono spesso definiti near miss, “quasi incidenti” o “mancati infortuni”.
Il termine può sembrare tecnico.
Il concetto invece è semplicissimo:
È successo qualcosa che avrebbe potuto provocare un danno, ma nelle circostanze concrete il danno non si è verificato.
Facciamo alcuni esempi.
Un lavoratore inciampa su un cavo ma non cade.
Un oggetto cade dall'alto pochi secondi dopo il passaggio di una persona.
Un muletto e un pedone arrivano contemporaneamente nello stesso punto ma riescono a fermarsi.
Un'attrezzatura presenta un'anomalia che viene individuata prima dell'incidente.
In tutti questi casi non abbiamo necessariamente un infortunio.
Ma abbiamo un'informazione.
E quell'informazione può essere molto utile.
Il primo errore: “Non si è fatto male nessuno, quindi è tutto a posto”
Immaginiamo una scatola pesante che cade da uno scaffale.
Non colpisce nessuno.
Possiamo considerare chiuso l'episodio?
Oppure dovremmo chiederci:
Perché è caduta?
Lo scaffale è adeguato?
Il materiale era posizionato correttamente?
Esiste un problema organizzativo?
Potrebbe succedere di nuovo?
La prossima volta ci sarà qualcuno sotto?
È questa la differenza tra limitarsi a constatare che non ci sono stati danni e utilizzare l'evento per fare prevenzione.
Near miss e infortunio sono la stessa cosa?
No.
Un quasi incidente senza danno non deve essere automaticamente confuso con un infortunio sul lavoro.
Sono situazioni differenti.
Ma dal punto di vista della prevenzione un near miss può essere estremamente interessante perché permette di individuare una criticità prima che produca conseguenze.
In altre parole:
Possiamo imparare da un incidente che non è ancora diventato un infortunio.
5 esempi che possono capitare anche in una piccola impresa
Non bisogna pensare soltanto a industrie o grandi cantieri.
I quasi incidenti possono verificarsi praticamente ovunque.
1. Scivolamento
Un dipendente mette il piede su una superficie bagnata, perde l'equilibrio ma riesce a sorreggersi.
Nessun danno.
Ma la superficie continuerà a essere scivolosa anche per il prossimo lavoratore?
2. Caduta di materiale
Una confezione pesante cade da uno scaffale senza colpire nessuno.
Il problema è stato risolto oppure abbiamo semplicemente avuto fortuna?
3. Quasi investimento
Un mezzo aziendale, un transpallet o un carrello elevatore passa troppo vicino a un lavoratore.
Nessun contatto.
Ma percorsi, spazi e procedure sono organizzati correttamente?
4. Attrezzatura
Un utensile o una macchina presenta un comportamento anomalo.
Il lavoratore si ferma in tempo.
La causa viene verificata oppure il giorno dopo l'attrezzatura viene utilizzata nuovamente?
5. Caduta dall'alto
Un oggetto utilizzato durante un'attività in quota cade senza colpire le persone presenti sotto.
Il mancato danno non elimina la necessità di capire perché l'oggetto sia caduto e come impedire che accada di nuovo.
Cosa dovrebbe fare l'azienda dopo un quasi incidente?
Non serve necessariamente costruire una procedura complicata.
Serve soprattutto non perdere l'informazione.
Un metodo semplice può partire da cinque domande.
1. Che cosa è successo?
Ricostruire l'evento senza cercare immediatamente un colpevole.
Dove?
Quando?
Durante quale attività?
2. Che cosa avrebbe potuto succedere?
Questa domanda aiuta a comprendere la potenziale gravità dell'evento.
Una scatola da 500 grammi e un carico da decine di chilogrammi non rappresentano lo stesso scenario.
3. Perché è successo?
Attenzione a non fermarsi a:
“È stata una distrazione.”
La distrazione può essere l'ultimo anello.
Dietro potrebbero esserci organizzazione, spazi, procedure, attrezzature, manutenzione, formazione, ritmi di lavoro o altre condizioni da esaminare.
4. Può succedere di nuovo?
Se la causa è ancora presente, la risposta potrebbe essere sì.
Ed è qui che il near miss diventa davvero utile.
5. Cosa possiamo cambiare?
Una misura tecnica?
Una diversa organizzazione?
Una manutenzione?
Una procedura?
Informazione o formazione?
Una modifica degli spazi?
La risposta dipende dalla situazione concreta.
Segnalare un near miss non significa cercare un colpevole
Questo è un punto decisivo.
Se ogni segnalazione viene percepita dal lavoratore come:
“Adesso mi danno la colpa”
è molto probabile che i piccoli episodi non vengano raccontati.
E l'azienda perde informazioni preziose.
Una buona cultura della prevenzione dovrebbe invece favorire l'emersione delle situazioni pericolose e dei quasi incidenti per comprendere cosa non ha funzionato e cosa può essere migliorato.
Non significa eliminare le responsabilità individuali quando esistono.
Significa evitare di perdere l'occasione di individuare una criticità prima che qualcuno si faccia male.
Il near miss può far emergere un problema nel DVR?
Può essere un segnale importante.
Il Documento di Valutazione dei Rischi deve rappresentare i rischi realmente presenti nell'organizzazione e le misure adottate per prevenirli.
Se un quasi incidente mette in evidenza:
un pericolo non adeguatamente considerato;
una misura preventiva che non funziona come previsto;
una modalità operativa diversa da quella valutata;
una criticità organizzativa;
un problema relativo a macchine, attrezzature o ambienti;
è opportuno verificare se la valutazione dei rischi e le misure adottate continuino a essere adeguate.
La domanda non deve essere automaticamente:
“Devo rifare tutto il DVR?”
Meglio chiedersi:
“Questo episodio ci sta mostrando qualcosa che nella nostra valutazione non avevamo considerato abbastanza?”
Near miss e PROTEGGI™: intervenire prima dell'infortunio
È il principio su cui 626 School ha costruito il metodo PROTEGGI™.
La sicurezza non dovrebbe iniziare dopo un infortunio.
Dovrebbe funzionare prima.
Per questo l'analisi dell'azienda reale — persone, attrezzature, organizzazione, procedure e comportamenti — è più utile di un DVR costruito soltanto per essere conservato in archivio.
Puoi approfondire l'approccio di 626 School alla prevenzione e al Metodo PROTEGGI™ per la sicurezza sul lavoro.
Un test semplice da fare con i tuoi collaboratori
Prova a fare questa domanda:
“Negli ultimi sei mesi è successo qualcosa in azienda che avrebbe potuto fare male a qualcuno, ma per fortuna non è successo?”
Potresti ricevere risposte interessanti.
“Una volta è quasi caduto…”
“Quel carrello è passato vicinissimo…”
“Quella macchina ha fatto una cosa strana…”
“Lì siamo quasi scivolati…”
“Quella scatola è caduta…”
Queste frasi non sono soltanto aneddoti.
Sono informazioni sulla sicurezza della tua azienda.
Aspettare l'infortunio costa molto di più
Quando si verifica un infortunio, l'impresa può dover affrontare conseguenze che coinvolgono persone, organizzazione, attività produttiva e responsabilità.
Il near miss offre invece una possibilità diversa:
Individuare il problema quando il danno non si è ancora verificato.
È prevenzione nel significato più concreto del termine.
Ed è particolarmente importante nelle piccole e medie imprese, dove anche un singolo infortunio può avere conseguenze organizzative rilevanti.
Dal quasi incidente alla prevenzione: non fermarti all'episodio
La gestione di un near miss non dovrebbe essere isolata dal resto del sistema aziendale.
Può diventare l'occasione per verificare:
DVR → procedure → attrezzature → formazione → organizzazione → misure di prevenzione.
626 School affianca le aziende attraverso i propri servizi di sicurezza e prevenzione per le imprese, dalla valutazione dei rischi alla formazione, fino all'assistenza continuativa al Datore di Lavoro.
L'obiettivo non è produrre più carta.
È fare in modo che ciò che è scritto nei documenti corrisponda a quello che succede realmente durante il lavoro.
Nella tua azienda ci sono stati quasi incidenti?
Se negli ultimi mesi si sono verificati episodi che avrebbero potuto provocare un infortunio, può essere utile non archiviarli semplicemente come:
“È andata bene.”
Potrebbero essere il momento migliore per individuare una criticità prima che qualcuno si faccia male.
626 School affianca le imprese di Cagliari e della Sardegna nella valutazione dei rischi, nell'aggiornamento del DVR, nell'organizzazione della prevenzione e nel servizio di RSPP esterno.
Possiamo partire proprio da una domanda molto semplice:
“Che cosa è quasi successo?”
Perché prevenire significa anche imparare dagli incidenti che non sono ancora diventati infortuni.
FAQ – Near miss e quasi infortuni
Che cos'è un near miss?
È un evento che avrebbe potuto provocare un danno o un infortunio ma che, nelle circostanze concrete, non ha prodotto conseguenze lesive. Viene comunemente definito anche quasi incidente o mancato infortunio.
Un near miss è un infortunio INAIL?
Un evento senza lesione non deve essere automaticamente confuso con un infortunio sul lavoro. Gli adempimenti relativi agli infortuni seguono presupposti specifici. Il near miss assume soprattutto grande valore dal punto di vista della prevenzione.
I lavoratori dovrebbero segnalare i quasi incidenti?
Favorire l'emersione e l'analisi di situazioni pericolose e quasi incidenti permette all'organizzazione di individuare criticità prima che producano un danno.
Dopo un near miss devo aggiornare automaticamente il DVR?
Non necessariamente in modo automatico. L'evento dovrebbe però essere analizzato per verificare se evidenzia rischi, condizioni operative o misure preventive che richiedano un riesame della valutazione.
Serve un modulo per registrare i near miss?
Un sistema di segnalazione può essere utile, ma deve essere proporzionato all'organizzazione. Anche una PMI può adottare modalità semplici che consentano di raccogliere, analizzare e utilizzare le informazioni senza trasformare la prevenzione in inutile burocrazia.
Perché analizzare un evento se nessuno si è fatto male?
Perché la causa che ha prodotto il quasi incidente potrebbe essere ancora presente. La volta successiva le circostanze potrebbero essere meno favorevoli.
Anche una piccola impresa dovrebbe occuparsi dei near miss?
Sì. Un quasi incidente può fornire informazioni utili indipendentemente dalle dimensioni dell'azienda. Anzi, nelle PMI osservare e correggere rapidamente una criticità può essere particolarmente efficace.
Fonti di riferimento
D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e successive modifiche e integrazioni
INAIL – materiali e strumenti dedicati alla prevenzione, valutazione e gestione dei rischi negli ambienti di lavoro.





Commenti