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Listeria monocytogenes: il batterio silenzioso che mette alla prova la sicurezza alimentare


I Contributi del Laboratorio Sardo per la Sicurezza Alimentare


Approfondimenti tecnici e divulgativi sulla sicurezza alimentare a cura degli HACCP Expert del Laboratorio Sardo per la Sicurezza Alimentare -di 626 School.


Listeria monocytogenes: il batterio silenzioso che mette alla prova la sicurezza alimentare - Contributo N. 2

a cura della

Dr.ssa Gigliola Masala

HACCP Expert – Laboratorio Sardo per la Sicurezza Alimentare



"La Listeria non è solo un rischio sanitario. È un rischio concreto per il tuo business.

Dal 1° luglio 2026 entreranno in vigore nuove disposizioni che renderanno ancora più stringenti i controlli sulla sicurezza alimentare, con un’attenzione particolare proprio alla gestione della Listeria monocytogenes.

Per molte imprese questo significherà una cosa sola:non sarà più sufficiente “essere in regola sulla carta”.

Sarà necessario dimostrare, ogni giorno, che il sistema HACCP funziona davvero.

In questo scenario, comprendere come prevenire, monitorare e gestire il rischio Listeria non è più una scelta tecnica…ma una decisione strategica per proteggere clienti, reputazione e continuità dell’attività." Riceviamo e pubblichiamo il conttributo della Dott.ssa Gigliola Masala


Nel vasto panorama delle malattie trasmesse da alimenti, alcune infezioni sono relativamente frequenti ma generalmente poco gravi. Altre, invece, sono molto più rare ma potenzialmente devastanti. Tra queste rientra la listeriosi, una patologia infettiva causata dal batterio Listeria monocytogenes, considerato uno dei patogeni alimentari più temuti nel settore della sicurezza alimentare.

Dal punto di vista microbiologico, si tratta di un batterio Gram-positivo, non sporigeno, appartenente alla famiglia delle Listeriaceae. Ciò che rende questo microrganismo particolarmente insidioso non è soltanto la sua capacità di contaminare gli alimenti, ma soprattutto la sua straordinaria adattabilità agli ambienti di produzione alimentare e la possibilità di provocare infezioni gravi nei soggetti più vulnerabili.

Nonostante l’incidenza relativamente bassa rispetto ad altre tossinfezioni alimentari, la listeriosi presenta uno dei più elevati tassi di mortalità tra le malattie di origine alimentare, con valori che nei casi invasivi possono raggiungere il 20–30%. Questo dato, da solo, spiega perché le autorità sanitarie europee e internazionali mantengano un livello di attenzione particolarmente elevato su questo microrganismo.

Un batterio ovunque: la diffusione ambientale di Listeria

Una delle caratteristiche più rilevanti di Listeria monocytogenes è la sua ubiquità ambientale. Il microrganismo è infatti diffuso in numerosi ecosistemi naturali e antropizzati.

È stato isolato con frequenza in:

  • suolo agricolo

  • acqua superficiale e reflua

  • vegetazione

  • feci di animali domestici e selvatici

Da questi serbatoi naturali il batterio può facilmente entrare nella filiera alimentare, contaminando materie prime di origine vegetale o animale. Una volta introdotto negli ambienti di produzione, può persistere a lungo e stabilirsi in specifiche nicchie ecologiche all’interno degli stabilimenti alimentari.

Proprio questa capacità di stabilizzarsi negli ambienti di lavorazione rappresenta una delle principali criticità nella gestione del rischio microbiologico.

 

Le caratteristiche biologiche che rendono Listeria così pericolosa

Il comportamento di Listeria monocytogenes è profondamente diverso da quello di molti altri patogeni alimentari. Alcune sue proprietà biologiche la rendono particolarmente difficile da controllare.

Crescita a basse temperature

Uno degli aspetti più critici è la capacità di moltiplicarsi anche a temperature di refrigerazione, comprese tra 0 e 4 °C.

Questo significa che, a differenza di molti batteri patogeni che vengono rallentati dal freddo, Listeria può continuare a crescere negli alimenti conservati in frigorifero. Di conseguenza, prodotti apparentemente sicuri possono diventare rischiosi durante la loro shelf life.

Tolleranza a sale e acidità

Il batterio dimostra inoltre una buona capacità di adattamento a condizioni ambientali difficili, tra cui:

  • moderate concentrazioni di sale

  • valori di pH relativamente acidi

Questa tolleranza gli permette di sopravvivere in alimenti trasformati che normalmente limiterebbero la crescita di altri microrganismi.

Sopravvivenza in assenza di ossigeno

Listeria monocytogenes è un microrganismo facoltativamente anaerobio, cioè capace di vivere sia in presenza sia in assenza di ossigeno. Questa caratteristica consente al batterio di sopravvivere anche in prodotti confezionati sottovuoto o in atmosfera modificata, sistemi sempre più utilizzati nell’industria alimentare.

 

 

Formazione di biofilm

Uno degli aspetti più problematici riguarda la capacità di formare biofilm sulle superfici degli impianti di lavorazione.

Il biofilm è una struttura complessa costituita da comunità microbiche immerse in una matrice protettiva di sostanze organiche prodotte dai batteri stessi. All’interno di questa struttura i microrganismi risultano molto più resistenti:

  • ai detergenti

  • ai disinfettanti

  • agli stress ambientali

Di conseguenza, quando Listeria forma biofilm su attrezzature o superfici di lavorazione, può diventare estremamente difficile eliminarla completamente con le normali procedure di sanificazione.

Le nicchie di contaminazione negli ambienti di lavorazione alimentare

All’interno degli stabilimenti alimentari esistono alcune aree particolarmente favorevoli alla sopravvivenza del batterio. Queste zone presentano generalmente tre caratteristiche:

  1. presenza di umidità

  2. accumulo di residui organici

  3. difficoltà di pulizia e sanificazione

In tali condizioni Listeria monocytogenes può persistere per lunghi periodi e rappresentare una fonte continua di contaminazione degli alimenti.

Scarichi e canaline di drenaggio

Gli scarichi e le canaline di drenaggio sono considerati tra i principali serbatoi ambientali del microrganismo.

Qui si verificano condizioni ideali per la sopravvivenza del batterio:

  • umidità costante

  • accumulo di residui organici

  • difficoltà di pulizia profonda

Da questi punti critici il microrganismo può diffondersi nell’ambiente di lavorazione attraverso diversi vettori, tra cui:

  • schizzi d’acqua durante le operazioni di lavaggio

  • ruote dei carrelli

  • calzature degli operatori

Questo fenomeno rappresenta uno dei principali meccanismi di contaminazione crociata negli stabilimenti alimentari.

Celle frigorifere

Le celle frigorifere costituiscono un altro ambiente particolarmente favorevole alla persistenza di Listeria.

Le basse temperature, che normalmente rallentano la crescita microbica, non rappresentano un ostacolo per questo batterio. Inoltre, le celle sono spesso caratterizzate da:

  • elevata umidità

  • formazione di condensa

  • presenza di acqua stagnante

I punti più critici includono:

  • guarnizioni delle porte

  • evaporatori

  • scaffalature

  • canalette di raccolta della condensa

Queste zone possono diventare serbatoi di contaminazione persistente se non vengono sanificate con regolarità.

Affettatrici e attrezzature di taglio

Le affettatrici rappresentano una delle attrezzature più critiche, soprattutto nei laboratori che manipolano alimenti pronti al consumo.

La loro struttura presenta spesso:

  • fessure

  • giunti

  • componenti difficili da smontare

In queste parti possono accumularsi residui alimentari e microrganismi. Se la pulizia non è accurata, l’attrezzatura può diventare una fonte costante di contaminazione dei prodotti alimentari.

Nastri trasportatori e linee di produzione

Negli impianti industriali anche nastri trasportatori e linee di produzione possono rappresentare ambienti favorevoli alla presenza del microrganismo.

Le aree più problematiche sono:

  • giunti dei nastri

  • supporti metallici

  • rulli e componenti meccaniche

Qui si possono accumulare residui di prodotto e umidità, creando condizioni ideali per la sopravvivenza del batterio.

Pavimenti e zone umide

Infine, anche pavimenti e zone soggette a ristagno d’acqua possono rappresentare importanti serbatoi ambientali.

Le aree più critiche includono:

  • zone sotto i macchinari

  • angoli difficilmente accessibili

  • ruote di carrelli e attrezzature mobili

Questi elementi possono contribuire alla diffusione del microrganismo all’interno dei locali di lavorazione.

Gli alimenti più a rischio

La contaminazione da Listeria monocytogenes è stata riscontrata con maggiore frequenza in alcuni gruppi di alimenti, in particolare quelli pronti al consumo (Ready-To-Eat).

Tra i prodotti maggiormente coinvolti troviamo:

  • formaggi molli e prodotti lattiero-caseari, soprattutto se ottenuti da latte crudo

  • salumi e prodotti a base di carne affettati

  • pesce affumicato e prodotti ittici refrigerati

  • piatti pronti refrigerati con lunga shelf life

In molti casi la contaminazione non avviene durante la fase di produzione primaria, ma dopo i trattamenti termici, nelle fasi di:

  • manipolazione

  • affettatura

  • confezionamento

Proprio per questo motivo la gestione dell’igiene nelle fasi finali della produzione è fondamentale per prevenire il rischio microbiologico.

La malattia: come si manifesta la listeriosi

Nella popolazione sana la listeriosi può manifestarsi con sintomi relativamente lievi, spesso simili a quelli di una sindrome influenzale o di una gastroenterite.

Tra i sintomi più comuni si possono osservare:

  • febbre

  • dolori muscolari

  • nausea

  • disturbi gastrointestinali

Tuttavia, la situazione cambia radicalmente quando l’infezione colpisce soggetti particolarmente vulnerabili.

Le categorie a rischio

I gruppi più esposti alle forme gravi della malattia sono:

  • donne in gravidanza

  • neonati

  • anziani

  • persone immunocompromesse

In questi individui il batterio può diffondersi nell’organismo e provocare forme invasive potenzialmente letali.

 

Le complicanze più gravi

Nei soggetti vulnerabili la listeriosi può evolvere verso quadri clinici molto seri.

Meningite e meningoencefalite

Il batterio può attraversare la barriera emato-encefalica, raggiungendo il sistema nervoso centrale. In questi casi si può sviluppare una meningite o meningoencefalite, caratterizzata da infiammazione delle meningi e del tessuto cerebrale.

Si tratta di condizioni cliniche estremamente gravi che richiedono un intervento medico immediato.

Settìcemia

Un’altra possibile evoluzione è la setticemia, cioè la diffusione del batterio nel circolo sanguigno.

Questo quadro può portare a una infezione sistemica severa, con rischio di insufficienza multiorgano.

Infezioni materno-fetali

Particolarmente delicata è la situazione nelle donne in gravidanza. Il batterio ha infatti la capacità di attraversare la barriera placentare, infettando il feto.

Le conseguenze possono includere:

  • aborto spontaneo

  • morte fetale

  • parto prematuro

  • infezione neonatale grave

Per questo motivo le autorità sanitarie raccomandano alle donne in gravidanza di evitare il consumo di alcuni alimenti a rischio, come formaggi a latte crudo o prodotti ready-to-eat non adeguatamente conservati.

Il quadro normativo europeo

Il controllo di Listeria monocytogenes negli alimenti è disciplinato a livello europeo dal Regolamento (CE) n. 2073/2005, che stabilisce i criteri microbiologici applicabili agli alimenti.

Questo regolamento definisce i limiti di sicurezza per gli alimenti pronti al consumo.

In particolare prevede:

  • assenza in 25 g per alimenti destinati a gruppi vulnerabili o per prodotti che possono supportare la crescita del batterio prima dell’immissione sul mercato

  • ≤ 100 UFC/g durante la shelf life per altri alimenti ready-to-eat, a condizione che il produttore dimostri che il limite non venga superato durante la conservazione

  • Le nuove disposizioni riguardanti la Listeria monocytogenes  derivano dal Regolamento (UE) 2024/2895, che entrerà in vigore il 1°luglio 2026.

Questa normativa aggiorna i criteri di sicurezza alimentare definiti dal precedente Regolamento (CE) 2073/2005 per rendere i controlli più rigorosi, specialmente per gli alimenti pronti al consumo (Ready-to-Eat) che favoriscono la crescita del batterio.

Queste disposizioni rappresentano uno dei pilastri del sistema europeo di sicurezza alimentare.

Il ruolo dell’HACCP nel controllo della Listeria

Nel contesto della sicurezza alimentare moderna, il controllo di Listeria monocytogenes rientra pienamente nelle strategie di prevenzione basate sui principi dell’HACCP.

Gli operatori del settore alimentare devono adottare misure preventive specifiche per ridurre il rischio di contaminazione.

Le principali azioni includono:

  • rigorosa igiene degli ambienti di produzione

  • efficaci programmi di pulizia e sanificazione

  • controllo costante delle temperature di refrigerazione

  • prevenzione della contaminazione crociata

  • monitoraggi microbiologici ambientali e sui prodotti

In molti stabilimenti alimentari vengono inoltre attuati piani di campionamento ambientale mirati proprio alla ricerca di Listeria nelle aree più critiche.

Una sfida continua per la sicurezza alimentare

La gestione del rischio legato a Listeria monocytogenes rappresenta oggi una delle sfide più complesse per l’industria alimentare.

La combinazione di fattori come:

  • capacità di crescita a basse temperature

  • persistenza negli ambienti di lavorazione

  • formazione di biofilm

  • gravità delle infezioni nei soggetti vulnerabili

rende questo microrganismo un nemico particolarmente insidioso.

Per questo motivo il controllo della Listeria non può limitarsi a semplici analisi di laboratorio, ma deve basarsi su un approccio integrato che coinvolga:

  • progettazione igienica degli impianti

  • formazione del personale

  • rigorosa applicazione dei sistemi di autocontrollo

Solo attraverso una gestione sistematica e consapevole del rischio è possibile garantire un elevato livello di sicurezza alimentare e tutelare la salute dei consumatori.




di Dr.ssa Gigliola Masala

Consulente per la sicurezza alimentare

HACCP Expert


Il Laboratorio Sardo per la Sicurezza Alimentare - 626 School


Il Laboratorio Sardo per la Sicurezza Alimentare è l’area tecnico-scientifica di 626 School, dedicata allo studio, alla divulgazione e alla consulenza in materia di igiene e sicurezza alimentare è il coordinatore scientifico del HACCP Sardegna Tour ..

Attraverso attività di formazione, ricerca applicata e divulgazione tecnica, il Laboratorio supporta imprese, operatori del settore alimentare e istituzioni scolastiche nella diffusione della cultura della prevenzione.


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